Intervista ad Enrico di Bassavelocità.it

Enrico di Bassavelocità
La blogosfera italiana nel mondo “travel” raramente ci regala blog così di nicchia e proprio per questo motivo ho scelto di intervistare Enrico che cura da diversi anni il blog Bassavelocita.it. E’ forse l’unico blog che parla di stazioni, ferrovie e treni in maniera approfondita e attenta non tralasciando le emozioni e i viaggi particolari. Enrico non ama molto farsi vedere e quest’aura di mistero rende ancora di più interessante questa intervista. Vogliamo conoscerlo meglio?

Parlaci di te e del tuo blog. Quali consigli offri ai tuoi lettori ?
Anche se il tema del mio blog sembra molto ristretto, ed in fondo lo è, ho molte tematiche su cui dividermi. La principale è quella legata al turismo lento, e quindi sostenibile e consapevole. Esistono ferrovie turistiche che ogni settimana programmano viaggi, spesso con treni a vapore, per la scoperta e la valorizzazione del territorio che attraversano: divulgo le loro iniziative ed i loro calendari.
Tengo aggiornati i miei lettori sui principali cantieri in Italia, che sia l’Alta Velocità, la nuova stazione Termini, o il raddoppio delle linee utilizzate dai pendolari. Racconto le ferrovie minori italiane, quelle un po’ fuori dai grandi tracciati: come nelle metropolitane, ogni stazione è una fermata, ed in ognuna c’è un borgo o una località con qualcosa di bello e pregevole da scoprire.
Mi piace poi molto spiegare le stazioni, che raccontano -anche se non si direbbe- la storia dell’architettura e delle nostre città al pari di tanti altri monumenti più famosi. Suggerisco, quando escono, libri e saggi che reputo validi su questi temi.
Di mio, in quello che scrivo, metto i giudizi (spesso critici, ma se viaggi in treno in Italia capirai perchè lo sono), la scelta di cosa raccontare e la predilezione verso certi temi (la sicurezza nelle stazioni, i problemi dei pendolari, le possibilità del turismo ferroviario) ma cerco di essere il più obiettivo ogni volta in cui servono dati, fatti e analisi dei problemi.

Dove nasce la tua passione per i treni ?
Ne ho presi tanti in vita mia, sia perchè è un mezzo economico, sia perchè se possibile preferisco non usare la macchina. Negli anni sono stato pendolare per studio, per lavoro e per amore. Ho preso treni rimasti bloccati per la neve, e ne ho presi quando fuori c’erano 35°… e anche dentro il treno, perchè mancava l’aria condizionata. Da tempo passo in treno gli ultimi giorni dell’anno per fare Capodanno da amici e sfuggo le code autostradali d’estate per raggiungerne altri.
A questo frequentazione così assidua e personale si affiancano ragioni “di pancia” e “di testa”, che poi sono quelle che cerco di illustrare nel blog. L’amore per il paesaggio e per la mobilità sostenibile, l’interesse per le stazioni come architetture che ci parlano della storia delle città, la profonda convinzione che queste arterie di ferro che tagliano il nostro paesaggio vadano tutelate e potenziate.

il Blog  Bassavelocità

Qual è il viaggio in treno che ricordi con più piacere?
Domanda complicata 😉 Ci sono quelli che ho fatto per piacere, personale, quelli legati al blog, quelli intrapresi con amici per andare a trovare altri amici. Uno che ricordo specialmente, e di cui ho parlato nel blog, è stato quando ho provato le Ferrovie del Gargano in Puglia. Ho attraversato paesaggi variegati e meravigliosi che non conoscevo assolutamente, ed è stato il primo viaggio in treno “da blogger” che ho fatto.

Lo fai di professione oppure è solo una tua passione?
é iniziato, come per tutti penso, come un divertimento, dettato da alcune mie passioni ed interessi: la scrittura, l’architettura, il viaggiare lento… e le ferrovie, naturalmente!. Con il tempo è poi mutato in una attività sempre più professionale, che mi è stata anche utile per altri lavori che svolgo. Naturalmente, tenuto conto dell’ambito strettamente di nicchia che il mio blog copre, dubito potrà mai essere la mia unica e sola professione 😉

Ci sono blog o travel blogger che consiglieresti a chi ci legge?
Negli ultimi anni il fenomeno del blog si è espanso a dismisura. Da “diari personali” siamo arrivati alla settorizzazione: travel, interior, food, fashion, family etc etc. Da questa fase siamo passati ad una opposta: ci sono travel che parlano di arredamento, fashion che parlano di cibo e via dicendo. In linea di massima preferisco quelli che, come ci dicevano a scuola, non vanno fuori tema: se devo cercare informazioni in una fonte che reputo specialistica, preferisco che questa tratti nella maniera più professionale possibile l’ambito che ha scelto di coprire, senza sbavature. Sator, ne crepidam ultra dicevamo i Romani e cioè “ciabattino, [hai autorità per parlare] non oltre la caviglia” ed anche io mi attengo a questo: seppure ogni tanto racconto degli alberghi, dei ristoranti e dei luoghi che visito, cerco di non “invadere” mai altri campi.

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