La Rabatana di Tursi il quartiere arabo della città

Il viaggio lento in Ape Calessino che mi ha permesso di scoprire posti unici e interessanti da Catania fino a Milano mi ha letteralmente rapito proprio perché ho avuto la possibilità di trovare posti come Tursi. In realtà la nostra meta ufficiale era Policoro ma, lo sapete meglio di me, che trovandoti a parlare con decine e decine di persone viene sempre fuori qualcosa che ti sorprende. Ed infatti, un ragazzo di cui non ricordo il nome che lavorava su un lido a Policoro ci ha detto che di andare assolutamente a vedere la Rabatana di Tursi. Ora fin qui tutto bene ma appena ci dice che, il centro antico della città è quasi completamente disabitato e che è un posto che vale assolutamente la pena vedere ci fiondiamo alla volta di Tursi che dista pochi chilometri da Policoro.

Prendiamo il nostro potente mezzo e ci rechiamo alla volta di Tursi un comune in provincia di Matera appartenente alla comunità montana del Basso Sinni. Prima di arrivare in città ci accoglie un cartello (che potete vedere in foto) dove c’è scritto: Cultura nelle terre del silenzio.

cartello nei pressi di Tursi

Tutto ciò non fa altro che accrescere la nostra voglia di scoprire questo luogo avvolto da un alone di mistero. La meta da raggiungere in realtà non è la città di Tursi ma il suo quartiere antico chiamato: La Rabatana. Il nome deriva dall’arabo “Rabat” che significa “borgo” ed è praticamente il quartiere originario dove un tempo si sviluppò la città di Tursi. Pensate che tutto il quartiere è situato a circa 310 metri sul livello del mare ed è circondato su ogni lato da profondi burroni.

Panoramica di Tursi

Arriviamo con il nostro rumorosissimo Ape calessino fino ad un certo punto, rompendo il profondo silenzio che imperversa nella valle destando la curiosità di alcuni abitanti. Le strade cominciano a diventare impraticabili e di conseguenza dobbiamo proseguire a piedi. Il quartiere è praticamente disabitato, ci hanno detto che ci vivono circa 50 persone e che ci sono alcune attività. Infatti una signora che era li, intenta a stendere i panni, ci conferma questa cosa. In effetti il silenzio è davvero surreale e suggestivo a tal punto da incutere in noi un certo timore. Ma in realtà è proprio quella la particolarità di questo luogo dove sembra che il tempo si sia fermato. Se vi capita di venire da queste parti impostate il navigatore verso Tursi  perché è un luogo che consiglio a tutti di vedere. In effetti se vi trovate a Matera o a Policoro, la città dista circa 70 chilometri dalla prima e circa 29 km dalla seconda.

Vicoli e viuzze della Rabatana

Tra i luoghi più suggestivi del quartiere arabo di Tursi vi consiglio di non perdere la “petrizze” una enorme gradinata che vi porterà su in cima al punto più alto e panoramico della Rabatana per poter godere di un panorama unico di tutta la valle. La chiesa di Santa Maria Maggiore in Rabatana risalente al X – XI secolo anche se l’attuale conformazione non è più quella di una volta perché ha subito diversi interventi nel tempo.

Veduta panoramica di Tursi

Poi è possibile vedere quel che resta del vecchio castello gotico costruito nel V sec. d.C. a difesa del territorio ed alcuni cunicoli rimasti intatti. Qui ci sono stati numerosi ritrovamenti archeologici che sono esposti al Museo Nazionale della Siritide a Policoro.

Vi lascio con i versi di un poeta nato proprio a Tursi, Albino Pierro, che ha saputo raccontare come nessuno mai questi luoghi.

Chi ci arrivè a la Ravatène si nghiànete ‘a pitrizze ca pàrete na schèhe appuntillète a na timpa sciullète… 

Per arrivarci alla Rabatana si sale la pitrizze che sembra una scala addossata a un timpa in rovina.

Alcune rovine nella Rabatana di Tursi

Nel quartiere è possible anche visitare la casa natale di Albino Pierro dove potrete acquistare i suoi libri e le sue opere. La Rabatana di Tursi è un luogo che mi ha letteralmente rapito sia per la storia che per la conformazione del territorio. Quando arriverete su in cima nella parte panoramica vi accorgerete che a volte le parole non bastano per descrivere un luogo, bisogna viverlo in prima persona.

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